I metodi che fanno riferimento alle parole "natura", "naturale",
come "alimentazione naturale", "medicina naturale"
"igiene naturale" ecc, partono da presupposti assai diversi
dalla scienza ufficiale ed hanno una interpretazione della realtà
che differisce profondamente dalle scienze mediche e biologiche ufficiali:
l’ampiezza di tale differenza a volte sfugge, ed è opportuna
una breve riflessione a riguardo per comprendere come una omologazione
non sia possibile e come sia assurdo il tentativo di ricondurre ogni sapere
entro gli spazi accademici.
Alimentazione naturale e scienza della nutrizione
Confrontiamo la fisiologia della nutrizione alla quale si rifanno i nutrizionisti
accademici e i principi dell’alimentazione naturale, e vedremo come
da questo confronto emergerà un divario incolmabile: un diversa
concezione della realtà, un diverso atteggiamento nei riguardi
del corpo, degli alimenti, dell’ambiente
Scienza della nutrizione
Per la fisiologia della nutrizione il rapporto tra essere vivente e alimenti
è un rapporto essenzialmente biochimico: gli alimenti sono sostanze
chimiche che forniscono il materiale necessario per il metabolismo: ricambio
materiale per il costante rinnovamento del corpo da una parte e dall’altra
apporto calorico per le necessità energetiche dell’organismo.
Pertanto la fisiologia della nutrizione considera gli alimenti nient’altro
che un aggregato di sostanze chimiche: proteine, amidi,grassi, vitamine
ecc.
L’alimento, per il nutrizionista scientifico, non esiste tanto
nella sua concreta materialità e nella sua fondamentale unità
d’insieme, quanto nelle componenti biochimiche e biofisiche in cui
è stato ridotto: il corpo non ha bisogno di pane, frutta .verdura
ecc (termini che fanno riferimento ad alimenti concreti), ma di proteine,
amidi, grassi, vitamine, sali minerali ecc. e di determinate quantità
di apporti energetici (calorie).
Ne deriva che può essere ammissibile o addirittura vantaggioso
fornire separatamente i vari componenti, trascurando sempre più
le caratteristiche originarie dell’alimento, il quale potrà
essere modificato e trattato chimicamente e geneticamente senza svantaggi,
anzi migliorando in tal modo la qualità e la quantità dei
suoi apporti nutrizionali.
Alimentazione naturale
Nella concezione dell’alimentazione naturale l’alimento non
è soltanto un aggregato di sostanze chimiche ma un complesso infinitamente
ricco, armonioso, tale da sfuggire ad ogni analisi e pertanto non riducibile
ad un certo numero, per quanto ampio, di suoi componenti.
Il cibo è visto, in questa luce, come un mirabile insieme in cui
si equilibrano armoniosamente una miriade di fattori che sfuggono ad una
completa analisi: l’alimento è pertanto un tutto unitario
inesprimibile nella sua completezza nei termini di qualsivoglia indagine
analitica.
L’alimento diventa così un’opera irripetibile della
natura,un complesso vivente in armonia del corpo.
Nasce così una irriducibile diffidenza verso ogni intervento che
ne alteri le caratteristiche naturali con raffinazione, estrazioni, conservazioni
ecc.
Verso ogni intervento che ne modifichi il naturale equilibrio dei componenti
attraverso l’uso di fertilizzanti chimici, pesticidi ecc.
Verso ogni intervento che ne sconvolga brutalmente attraverso la manipolazione
genetica la caratteristica di armonioso insieme al quale il corpo si è
adattato in un rapporto che ha richiesto centinaia di migliaia di anni.
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